Il patto di Toragh

Il demone glabrezu di Myth Drannor

Le rovine dell’antica città elfica, sprofondate sotto il fitto della foresta, sono ormai divenute catacombe. Hargas, Toragh, Dramelion, Adolfo e Uruk si sono gettati nell’esplorazione, nonostante avessero già acquisito le informazioni che cercavano: il Mantello del Cormanthor, l’ultimo artefatto dei Terrori, è stato individuato ad Athkatla e precisamente nella taverna del Drago Splendente. Ma la brama dei tesori incustoditi in quelle rovine ha distolto ogni loro pensiero dallo sfacelo del Faerun, sottoposto ad un martellante assalto di bestie d’ogni sorta. La città è su due piani, almeno quelli esplorati: il primo si è presentato come un ambiente per lo più già sottoposto a notevoli razzie da parte degli avventurieri, più o meno esperti.
L’unica nota degna di essere ricordata è il ritrovamento di Stannis, l’ “uomo” proveniente da un altro piano di esistenza che aveva incontrato fortuitamente il gruppo e con il quale si era scontrato: tra le parti avevano fatto un patto, visto che l’obbiettivo di entrambe è il Mantello, e cioè non intralciarsi nella ricerca fino al ritrovamento dell’artefatto. Nelle stanze di Myth Drannor qualcosa è cambiato però: Stannis non è stato soltanto incontrato bensì salvato, dai Cacciatori, da morte certa. L’Esterno ha promesso di ricambiare proteggendoli e andando in loro aiuto qualora ne avessero avuto bisogno.
Nel secondo piano di questa città Toragh, Adolfo e Dramelion hanno fatto una sorprendente scoperta. Le rovine non sono abbandonate o popolate da bestie di ogni tipo, come si narrava nelle taverne di Shadowdale, ma sono diventate il bivacco di un’organizzazione demoniaca che in gran segreto fa esperimenti a discapito di centinaia di vittime, di tantissime razze diverse.
La metà delle stanze incontrate erano adibite a macellerie o segrete dove venivano tenuti gli “ingredienti” vivi di questa sperimentazione, sotto il controllo di una folta gerarchia di demoni. L’irruento arrivo di Hargas e i suoi  ha gettato nel panico le guardie impreparate ad un simile evento. Due elementi sono stati chiari, prima ancora di incontrare il Glabrezu: secondo Adolfo si tratta di una specie di rituale “multiplo” compiuto al fine di resuscitare una qualche tipo di entità, il secondo aspetto è un ritrovamento piuttosto curioso, difficilmente decifrabile che Hargas ha preso in custodia per studiarlo.

Imblasamazione di Uradass

L’Imbalsamazione di Uradass, alfabeto Abissale.

Infine, sgominati i demoni minori, il gruppo si è trovato di fronte all’unica stanza arredata del complesso: una sorta di enorme biblioteca dove un demone glabrezu ed un umanoide completamente avvolto in bende, simile ad una mummia, si intrattenevano in un losco dialogo. Quelle specie di mummia  era già nota ad un membro del gruppo: Toragh aveva già affrontato e scacciato l’emissario di Ashatha, la divinità delle malattie.
L’emissario visto il pericolo si è teletrasportato altrove, lasciando l’incombenza al glabrezu che ha proposto appunto un patto a Toragh: ognuno se ne sarebbe andato per la propria strada con la promessa di non intralciare il percorso e gli interessi altrui. Dramelion ed Adolfo ingolositi dall’offerta sono rimasti in situazione di attesa anche dopo che Toragh, sprezzante e senza ombre nell’animo, ha attaccato a testa bassa il demone.
Il glabrezu ha avuto subito la meglio sul paladino decaduto, ma quest’ultimo si è dimostrato disposto a tutto: concentrandosi al massimo delle sue possibilità, tra le chele del demone, ha sfruttato tutto il potere residuo del suo artefatto, il Teschio di Cristallo, per uccidere il demone, lasciando l’artefatto inservibile.

Sources:

Tagged with: